La mia esperienza in Australia (di Matteo Insolia)

Alberto: Conosco Matteo da quando avevo 5 anni. Visto che viaggiare è una delle cose che insegna di più nella vita e lui è italiano come me, gli ho chiesto di scrivere un breve articolo, per voi che state imparando l'italiano, riguardo alla sua esperienza in Australia! =)  

AUSTRALIA

Buongiorno a tutti, Alberto mi ha chiesto di raccontarvi brevemente l’esperienza che ho vissuto per 9 mesi in Australia e spiegare l’insegnamento che ho tratto da questa.

L’idea di visitare l’altra parte del mondo mi era venuta in mente durante gli ultimi anni della scuola superiore, un'idea che sempre più insistentemente mi spingeva ad informarmi e raccogliere notizie dalle persone che già avevano vissuto un'esperienza di questo tipo.

Fu così che una volta finita la scuola e aver superato gli esami ho cominciato effettivamente a mettermi in moto per realizzare questo sogno; richiesta del passaporto, richiesta del visto, prenotazione del biglietto aereo e dell’assicurazione sanitaria sono stati i primi passi basilari per iniziare.

Salutati tutti gli amici e parenti, all’aeroporto di Milano Malpensa cominciava la mia avventura.

Arrivato a Melbourne, dopo aver smaltito il jet-lag e aver familiarizzato un po’ con la città, comincio a cercare qualsiasi lavoro.

L’unica sicurezza che avevo era una settimana di ostello già pagata e alcuni soldi messi da parte durante gli ultimi anni per poter riuscire a sopravvivere senza lavoro per almeno un mese.

Fortunatamente, dopo circa una settimana e mezza trovo lavoro come cameriere in un bar, il quale mi affitta anche una stanza doppia posizionata sopra al locale.

A Melbourne passo circa due mesi, dopodiché, spinto dalla voglia di cominciare a viaggiare, decido con un altro ragazzo italiano di affittare una macchina e cercare lavoro nelle campagne del Victoria per portare a termine gli 88 giorni di lavoro nel settore primario richiesti dall’Australia per poter rinnovare il visto di un altro anno.

In questo caso la ricerca è stata più complicata, ma dopo un po’ troviamo lavoro in una azienda agricola di frutta. L’alloggio era molto semplice ed economico nella fattoria, qui ho avuto la possibilità di vivere con due ragazzi tedeschi e di conoscere molte altre persone da diverse parti del mondo.

L’esperienza lavorativa non è stata semplice in quanto il lavoro di raccoglitore di frutta è abbastanza pesante, specialmente se non hai mai avuto esperienze lavorative di questo tipo. Qua rimango per circa 2 mesi, alla fine dei quali decido di prendere il treno e andare a Sydney.

Arrivato nella capitale del New South Wales due amici (arrivati pochi mesi prima dall’Italia) mi aiutano i primi giorni a cercare un alloggio e un impiego. Anche in questo caso sono molto fortunato e già la prima settimana trovo lavoro come lavapiatti in un ristorante e un appartamento da condividere con altri ragazzi “backpackers” come me.

Anche in questo caso la voglia di viaggiare torna insistentemente, così, assieme ad una coppia, decidiamo di acquistare un van e di viaggiare lungo la costa verso nord, dopo aver visitato posti meravigliosi arriviamo nei pressi di Bowen dove troviamo lavoro in una “farm” di pomodori e alloggiamo in un ostello.

Alla fine, con un grande desiderio di rivedere casa, decido di tornare in Italia e iniziare l’università, consapevole di ciò che ho vissuto e desideroso di intraprendere un nuovo percorso.

Mi piace condividere con voi la mia esperienza principalmente per esortarvi a “buttarvi”, rischiare.

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Dal mio punto di vista non bisogna aver paura di rischiare, e badate bene che rischiare non significa andare a caso senza aver programmato le cose, ma significa essere pronti ad adattarsi ed aprirsi alle evenienze della vita.

Con il senno del poi avrei potuto fare tante altre cose, ma non mi pentirò mai della scelta di partire perché senza non sarei come sono ora e perché è stata una tappa necessaria e fondamentale per il mio percorso personale. Essa mi ha permesso di sviluppare grandi doti di autonomia, di socializzazione e comunicazione.

È vero, conosco anche altre persone a cui non è andata molto bene, mentre io posso ritenermi fortunato. Penso che loro non siano riusciti ad ascoltare i loro reali desideri, o semplicemente la vita gli ha destinato un percorso diverso. Fatto sta che sono convinto che anche loro abbiano tratto grandissimi insegnamenti e lezioni dalla loro esperienza e che difficilmente potranno scordarla.

Il consiglio che mi sento di darvi è seguite i vostri desideri, ascoltate le vostre paure, ragionate bene le opzioni che avete, ma soprattutto fate, perché è il fare le cose che vi permette di migliorare e andare avanti. L’azione è ciò su cui si basa la vita.

Quello che succederà effettivamente nessuno lo può sapere, ma l’importante è che siate pronti a correre il rischio e a non farvi bloccare dalle paure, solo così potrete godervi appieno la vita.