Carissimi, oggi un regalo veramente, veramente speciale per voi direttamente da guardare qui tra un attimo. Dopo aver visto a quanti di voi manca la nonna, dopo il suo saluto di luglio, nel piccolo video che ho condiviso con voi, ho deciso che come regalo, in occasione della riapertura di Italiano Per la Vita in arrivo prestissimo, oggi un episodio completo, un'intervista che ho fatto con la nonna, con, pensate, 30 domande per la nonna. Ok? Quindi questo regalo ci tengo a farlo perché la nonna per me è stata una persona molto speciale. So che lo è stata anche per voi, quindi godetevi l'intervista. In descrizione trovate anche il modo di scaricare il PDF completo con tutta la trascrizione dell'intervista. Sono più di venti pagine di trascrizione in regalo per voi. Come vi ho detto, appunto, questo è un episodio ufficiale di Italiano Per la Vita che ho deciso oggi di darvi in regalo, per tutto ciò che significa la nonna per me e per voi. Se avete anche amici che amano l'Italia e sono interessati a una conversazione completa con la nonna, dove passa anche tanta saggezza per noi, potete condividere questo episodio anche con loro direttamente qui, quindi buona visione, buon apprendimento e un abbraccione a tutti. Spero che questo episodio vi rimanga nel cuore per sempre.
Alberto: Allora, trenta domande per la nonna.
Nonna Elide: Trenta?
Alberto: Sì, trenta. Trenta. Ragazzi, benvenuti in un nuovo episodio di Italiano Per la Vita con la fantastica… Tamburi, nonna Elide!
Nonna Elide: Grazie bello, dei tamburi.
Alberto: Aspetta, faccio il tamburo.
Nonna Elide: Bravo.
Alberto: È stato un po' brutto però.
Nonna Elide: Beh, è sempre un tamburo.
Alberto: È sempre un tamburo. Ragazzi, oggi qualcosa di speciale.
Allora, abbiamo 30 domande per la nonna. Alcune domande si assomigliano, però sono diverse. Quindi, vediamo come se la caverà la nonna, ovvero come andrà, durante questa… Chiamiamola intervista ma in realtà vi dico la ragione per cui ho pensato di fare queste 30 domande. Te lo dico anche a te nonna. Allora ho pensato un giorno la nonna non ci sarà più, no?
Nonna Elide: Eh certo.
Alberto: Un giorno non ci sarà più. Quali sarebbero 30 domande che vorrei fare alla nonna e registrarle per farle vedere anche ai miei figli o ai miei nipoti? Hai capito?
Nonna Elide: Sì.
Alberto: E quindi ho detto, le scrivo e te le faccio.
Nonna Elide: Così le fai.
Alberto: Fai la seria.
Nonna Elide: Sì, sì, sì.
Alberto: Che sono 30 domande importanti. Allora, vuoi dire qualcosa prima di iniziare?
Nonna Elide: No, niente.
Alberto: Va bene, allora...
Nonna Elide: Che voglio bene, basta!
Alberto: Che ci vuoi bene, grazie mille, anche io, anche noi!
Nonna Elide: Voglio bene anche ai ragazzi che ascoltano anche loro, gli voglio tanto bene!
Alberto: Grande, grande nonnina! E altro che vuoi dire prima di iniziare?
Nonna Elide: Niente, di stare bene tutti! Vi auguro di fare una bella vita, onesta, bravi, che saranno contenti.
Alberto: Benissimo, concordo. Allora, domanda numero uno per la nonna è… Qual è il ricordo più prezioso della tua infanzia?
Nonna Elide: Che sono stata battezzata. E tutto così, che sono stata battezzata, avere avuto la Comunione, la Cresima, tutto. Quella è stata la mia gioia più bella.
Alberto: Quindi il ricordo più prezioso della tua infanzia è...
Nonna Elide: Il battesimo.
Alberto: Però il battesimo non puoi ricordartelo.
Nonna Elide: Allora la Prima Comunione.
Alberto: La Comunione, ok.
Nonna Elide: E la Cresima.
Alberto: Ok, ok. Questa risposta è accettata. Comunione, Cresima, bene.
Nonna Elide: Però mi è piaciuto anche quello che ho detto prima, ma non c’ero.
Alberto: Furba, è furba la nonna. Benissimo, seconda domanda.
Se potessi avere un superpotere per un giorno, quale sceglieresti e come lo useresti? Un superpotere, per esempio, se io potessi avere un superpotere, mi piacerebbe il teletrasporto. Tipo fare così e già essere in Brasile. Fare così e già tornare qui. Così che non devo prendere l'aereo e tutto.
Nonna Elide: A me piacerebbe tutti quelli lì. Non saprei proprio un superpotere… Vedere la mia famiglia sempre unita.
Alberto: Come superpotere?
Nonna Elide: Sì.
Alberto: Mi piace.
Nonna Elide: Per vedere tutti i miei nipoti, tutta la mia famiglia sempre unita, sempre d'accordo, volersi bene, ecco. Quello è un super potere che mi piacerebbe.
Alberto: Bello, bello, bello, mi piace questo. Super potere di far andare tutti d'accordo.
Nonna Elide: Ecco.
Alberto: Brava nonna, neanche ci avevo pensato. Bello, bello. Allora potremmo dire un super potere della persuasione. Bene. Qua c'è una zanzara che vuole pungermi. Allora, domanda numero tre, nonna. Quali sono le tue tradizioni familiari preferite?
Nonna Elide: Quando ci siamo, quando siamo qui tutti riuniti assieme e mangiamo tutti assieme e con la giornata insieme a tutti, tutti, ecco.
Alberto: Quindi quando mangiamo assieme?
Nonna Elide: Eh sì, assieme, quando siamo tutti lì a tavola assieme, quando facciamo una passeggiata tutti assieme, che ci siano tutti, ecco.
Alberto: Bene, bene, mi piace come risposta. E anche a me piace quando si mangia insieme, eccetera.
Nonna Elide: Certo, tutto un'altra cosa, è bello.
Alberto: Concordo, nonna, concordo. Passiamo alla domanda numero quattro. Qual è stato il tuo lavoro preferito o il tuo passatempo più amato?
Nonna Elide: Eh, quando stavo lì in famiglia che potevo prendermi anche un giornale, un libro, di andare a fare un momentino di passatempo, di leggerlo, di leggere un pochino, e passatempo anche se potevo aiutare qualcuno. Quello era un passatempo per me bellissimo. Andare a aiutare la gente, anche stare in piedi la notte con gli ammalati. A me era una cosa che non mi dava fastidio, mi piaceva stare vicino con la gente.
Alberto: Il lavoro preferito?
Nonna Elide: Ho sempre fatto la sarta.
Alberto: La sarta. Quindi fare i vestiti. Cucire i vestiti.
Nonna Elide: Eh, sì.
Alberto: Perfetto. Passiamo alla prossima, che è… Qual è stato il cambiamento più grande che hai notato nel corso della tua vita?
Nonna Elide: Il cambiamento più grande? Da ragazza a sposata. È stato un cambiamento bello, bellissimo. E per me è stato proprio un cambiamento. Prima ero sempre lì, ho dovuto andare in un altro posto, in un'altra famiglia, e vedersi bene. È stato un cambiamento bellissimo.
Alberto: Quindi il cambiamento più grande che hai visto nella tua vita è passare dall'essere da sola a essere sposata.
Nonna Elide: E con le famiglie, una e l'altra, che si vogliono molto bene.
Alberto: Perfetto. Prossima domanda è… Quali sono i tuoi valori fondamentali nella vita?
Nonna Elide: La famiglia, essere una famiglia unita. Quello è un valore che mi piace tanto, quando ci riuniamo tutti assieme. Quello mi piace.
Alberto: Quindi un valore importante per te è la famiglia, poi che altre cose?
Nonna Elide: Quello di essere cristiana, poter lavorare un pochino.
Adesso no, non posso. Se fossi giovane, un valore che mi piacerebbe è aiutare i poveri e quel valore lì, mi piacerebbe aiutare la gente.
Alberto: Aiutare gli altri, la famiglia.
Nonna Elide: E l'essere cristiana.
Alberto: Perfetto, passiamo alla prossima che è… Qual è la lezione più importante che hai imparato nella tua vita?
Nonna Elide: Di stare attenti come si parla e specialmente non parlare male degli altri.
Alberto: E come l'ha imparata questa lezione?
Nonna Elide: Dalla mia insegnante, anche delle suore, guardavamo sempre di non parlare male degli altri, non offendere gli altri. È stata una cosa che a me piaceva tanto.
Alberto: Ok, perfetto. Ottimo. Allora passiamo alla prossima domanda. Qual è stato il tuo più grande fallimento e cosa hai imparato da esso?
Nonna Elide: Avrei fatto messo la casa senza scale che adesso mi dà fastidio. Mi dà fastidio adesso, il fallimento è quella scala lì.
Alberto: Ci sono delle scale qua dietro e per la nonna queste sono il più grande fallimento.
Nonna Elide: No, anche fallimento che dovevo studiare di più, invece non ho studiato. Sono rimasta sarta e basta. Questo è stato un fallimento.
Alberto: Ah ok, questo meglio.
Nonna Elide: Era meglio quando ero giù a lavorare con gli studenti, dovevo imparare anch'io, invece, è stato un fallimento che non ho fatto.
Alberto: Ok, quindi avrebbe studiato di più, invece…
Nonna Elide: No, no, proprio per colpa mia, non avevo voglia.
Alberto: Ok, ok, bene. Grazie per l'onestà, nonna. Passiamo alla prossima. Cosa pensi che sia la chiave per una vita equilibrata? Se dovessi dare un consiglio a tuo futuro nipote che ti chiede: “Nonna, come posso avere una vita equilibrata?”, cosa gli diresti?
Nonna Elide: Essere onesto sempre, essere bravo.
Alberto: Essere onesto e essere bravo.
Nonna Elide: Onesto, bravo. Ecco. Quella è una vita equilibrata. Non far mai del male alla gente. Tentare sempre di fare del bene e non del male. Ecco. Quella è una vita equilibrata.
Alberto: Perfetto, perfetto. Benissimo, passiamo alla prossima domanda che è… Che cosa ti ha sempre dato speranza nei momenti difficili?
Nonna Elide: La Chiesa, Gesù, la Madonna, rivolgendosi alla Madonna e anche a Gesù.
Alberto: Perfetto, quindi nei momenti difficili...
Nonna Elide: Io mi rivolgo subito a lui.
Alberto: Speranza. Benissimo. Poi, se potessi trascorrere una giornata con una persona che hai perso, chi sarebbe e che cosa fareste insieme?
Nonna Elide: Ah, il mio marito.
Alberto: Tuo marito?
Nonna Elide: Ah sì, se fossi con lui è tutta un'altra cosa.
Alberto: E che cosa faresti con lui in una giornata?
Nonna Elide: Guardare un po' la televisione, passeggiare un po' in giardino e quelle cose qui da anziani. Ecco, quello non è che possa fare di più di adesso.
Alberto: Mi piace. Allora, hai qualche consiglio per mantenere una mente e un corpo sani?
Nonna Elide: Hai tutto sano, tutto bello, se tu vivi onestamente, con onestà, con amore verso gli altri, ecco che tu hai ottenuto quello che volevi.
Alberto: Giusto, giusto. E lo zucchero nel caffè? Anche?
Nonna Elide: Ma quello è una cosa da mangiare… Allora ce ne sono tante, c'è la banana...
Alberto: Lo dico perché stavamo bevendo il caffè e la nonna, di nuovo, mi obbligava a mettere lo zucchero.
Nonna Elide: Ma certo, sempre messo, eppure guarda che sono qui ancora.
Alberto: Sì, infatti. Io non ho niente contro un cucchiaino di zucchero nel caffè, solo che...
Nonna Elide: Anche tre, io.
Alberto: Ecco, lei tre.
Nonna Elide: Due, tre.
Alberto: Tre cucchiaini.
Nonna Elide: No, non pieni, ma sì, mi piace lo zuccherino.
Alberto: Io preferisco la panna, mi sono abituato a bere caffè.
Nonna Elide: Ecco, io invece no, la panna no.
Alberto: Perché no?
Nonna Elide: Sì, la bevo, ma non è che faccia proprio… Lo zucchero, non faccio meno, ma la panna faccio anche meno.
Alberto: Sì, io preferisco la panna invece che lo zucchero, oppure niente, perché ho perso l'abitudine di mettere lo zucchero e ora non mi piace più tanto il caffè con tanto zucchero. Insomma, però, comunque, andiamo avanti. La prossima domanda è… Qual è la tua canzone preferita o una canzone che ti riporta un momento speciale?
Nonna Elide: Mamma son tanto felice.
Alberto: Mamma son tanto felice. Mamma di Beniamino Gigli. Sempre quella! E perché ti è rimasta così tanto...
Nonna Elide: Perché la cantavamo anche da giovani, poi ha un significato bello, volere bene alla mamma, ritornare sempre dalla mamma.
Alberto: Quindi ti ricorda la tua mamma, ti ricorda di quando eri giovane...
Nonna Elide: Sì, sì. Cantavamo quella lì, sì.
Alberto: È vero, è una canzone molto bella. Non posso ovviamente metterla nel video per ragioni di copyright, ma lasceremo il titolo e ricordatevi di cercarla subito. Mamma di Beniamino Gigli.
Nonna Elide: Mamma, sono tanto felice, cantava bene il mio Gigli.
Alberto: Mamma, sono tanto felice.
Nonna Elide: Perché ritorno da te.
Alberto: Perché ritorno da te.
Nonna Elide: È una canzone bellissima.
Alberto: La tua canzone mi dice, o la mia canzone mi dice, non mi ricordo.
Nonna Elide: Poi quella che canti, quella che abbiamo imparato qui, che ti ha detto, com'è quella lì?
Alberto: Ah, amici miei. La seconda canzone preferita alla nonna è Amici Miei. Quindi c'è Mamma di Beniamino Gigli e Amici miei di… Non mi ricordo chi. I Girasoli. Tanti hanno cantato questa canzone, ma è un'altra preferita della nonna e piacciono entrambe anche a me. Sono un po' le canzoni di Italiano Per La Vita. Ma continuiamo. Allora, la prossima domanda è… Qual è una cosa che ti ha fatto sempre sorridere?
Nonna Elide: Mi hanno fatto sorridere tante cose. Mi ha fatto sempre sorridere la felicità di essere in compagnia di ragazze brave, di aver sempre seguito ragazze brave, buone. Non ho mai avuto delle difficoltà con i giovani perché io sono sempre stata attenta a scegliere con chi devo stare.
Alberto: Quindi una cosa che ti ha fatto sempre sorridere è restare in compagnia, una bella compagnia.
Nonna Elide: Una bella compagnia.
Alberto: Bene, bene, bene.
Carissimi, prima di continuare con l'episodio della nonna, vi ricordo nuovamente che in descrizione avete la trascrizione completa di tutto quello che diciamo, che è utilissima per far esplodere il vostro italiano di un grandissimo miglioramento. Imparerete tantissime parole nuove
stampando l'episodio e poi riascoltandolo, sottolineando le parole che non conoscete con qualcosa veramente che scalda il cuore, che è una conversazione con la nonna. Ok? Quindi scaricatelo, mi raccomando, in descrizione, qui sotto o sopra, in base a dove siete e buona continuazione. La prossima è… Cosa hai imparato dalla tua esperienza di vita che vorresti trasmettere alle generazioni future?
Nonna Elide: Di volersi bene.
Alberto: Di volersi bene?
Nonna Elide: Beh, di volersi bene un pochino.
Noi una volta ci riunivamo tutti. Seduti per terra, raccontavamo le barzellette, giocavamo. Oggi non si vede più quella cosa lì, oggi in giro… Invece noi eravamo tutti felici, tutti seduti assieme, cantavamo, mangiavamo, ma eravamo più felici.
Alberto: Mi piace questo ed è una cosa che dico anche alla nonna che dipende molto dalle famiglie, ma la famiglia di Isa in Brasile a me piace tanto perché fa tanto ancora queste cose…
Nonna Elide: Era bello.
Alberto: …Si trovano insieme, parlano insieme, pregano insieme, giocano insieme. Bello, mi piace. In Italia...
Nonna Elide: Adesso non c'è più quello, che è brutto adesso.
Alberto: Dipende dalle famiglie ma qui nel nord Italia vedo che si sta perdendo molto questa cosa e alla nonna giustamente le manca.
Nonna Elide: Sì, sì, sì, sì.
Alberto: Passiamo alla prossima domanda. Quali erano le tue attività preferite durante il tempo libero quando eri giovane?
Nonna Elide: Leggere un pochino, leggere, seduta al momento, avevo qualche libro, li leggevo. Poi non saprei, unirsi con le ragazze la sera. Noi la sera eravamo sempre in tante, una canzoncina, un ricordo, hai mangiato oggi, li cantavamo tutti assieme seduti per terra. Ecco, quella per noi la gioia più bella era venerdì sera e unirsi tutti lì dove c'era un'acqua che veniva bel fresco, oppure nel prato di un’amica. Tutti lì, ecco.
Alberto: Bellissimo, bellissimo. E in inverno come facevate?
Nonna Elide: In inverno giocavamo delle volte a tombola, unite nelle case.
Alberto: Ah, giocavate in casa a tombola?
Nonna Elide: Con le carte così, giocare, ecco. Sì, andavamo in una casa lì, di una vicina che aveva anche famiglia, non stavamo lì tanto, ma facevamo qualche partitina a giocare con le carte e poi basta.
Alberto: Bene, quindi giocare a tombola in casa e fuori in giardino.
Nonna Elide: Sì, c'erano anche i giochi con le carte di girare, non so io.
Alberto: Bello, bello.
Nonna Elide: Non mi ricordo come erano.
Alberto: Benissimo, allora passiamo alla prossima domanda. Cosa ti appassiona di più nella vita e cosa fai per coltivare quella passione adesso?
Nonna Elide: Adesso niente, c'è appena da pregare, non ho più niente da…
Alberto: La tua passione ora è la tua fede.
Nonna Elide: La mia fede, devo rivolgermi a Dio che mi protegga, ecco.
Alberto: E ragazzi, posso confermare e mi aspettavo questa risposta, solo che volevo averla registrata per sempre perché è la cosa che la nonna fa ogni giorno…
Nonna Elide: E dire il rosario.
Alberto: …Al di fuori delle pulizie di casa, e quando andava in giardino, il giardino e le cose della televisione eccetera, la cosa che sempre fa è dire il rosario, pregare.
Nonna Elide: Pregare adesso…
Alberto: Prima era andare in Chiesa, al cimitero…
Nonna Elide: Sì, prima andavo in Chiesa, ora non posso più, da quando sono caduta. E il cimitero adesso non vado. Non andavo proprio tanto, tanto, ma in Chiesa sì, andavo sempre.
Alberto: Anche il cimitero andavi tanto?
Nonna Elide: Sì, non proprio tanto.
Alberto: Poi pian piano andavi meno, perché?
Nonna Elide: Andavo meno perché mi girava anche un po' la testa. E quando non sei sicuro a camminare…
Alberto: È difficile.
Nonna Elide: Ti conviene stare a casa e non fare tribolare gli altri, ecco.
Alberto: È così, però, per fortuna stai con la testa, stai ancora benissimo. Quello…
Nonna Elide: E mica tanto, neanche la testa adesso non va più bene neanche.
Alberto: Cos’è che non va bene?
Nonna Elide: Un giramento sempre di testa, ho sempre paura di attaccarmi.
Alberto: Sì, no, non sto dicendo in quel senso, sto dicendo che tu ragioni ancora...
Nonna Elide: Eh beh, qualche poco.
Alberto: No, un poco.
Nonna Elide: Una volta si parlava di più, siccome adesso non… Non capisco tante cose e non posso neanche parlarne, se non le capisco, non parlo.
Alberto: Sì, però vedi che quello che hai appena detto è molto… Per me è ragionare molto bene quello che hai appena detto.
Nonna Elide: Insomma, andiamo avanti.
Alberto: Sai di non capire tante cose perché sono nuove, eccetera.
Nonna Elide: Sono nuove, beh, non sono più capace neanche a registrare le cose della televisione adesso. Hanno cambiato tutto.
Alberto: Per essere una novantenne, te la cavi bene.
Nonna Elide: Eh, insomma, dai.
Alberto: Prossima domanda, allora, cosa ricordi della tua generazione che ti manca di più oggi? Abbiamo visto un po' di cose simili però questa è proprio domanda specifica. Cosa ricordi, quindi, di quando eri giovane della tua generazione degli anni Quaranta, Cinquanta, che ti manca di più oggi che non c'è più nella nuova generazione?
Nonna Elide: La nostra fede non è più come una volta. Andavamo sui santuari, andavamo a passeggiate bellissime, sempre andando a visitare le chiese. Adesso non c'è più niente, non fanno più niente. Dopo cantavamo tutti assieme lì al paese, c'era una piazzettina, lì si cantava, adesso non vedi più nessuno. Era una vita bellissima, magari una volta andavamo a prendere il ghiacciolo, quando è cominciato quello, erano tutte assieme. Insomma, era una bella compagnia, ecco.
Alberto: Quindi?
Nonna Elide: No, adesso manca tutto, manca tutto. No, no, no. Io preferivo ancora una volta.
Alberto: Quindi la cosa che manca di più, se ne scegli una, però, è la fede.
Nonna Elide: Ecco, è la fede.
Alberto: Ok, perfetto.
Nonna Elide: È la fede. Noi abbiamo ancora fede, a tanti invece manca e se manca la fede, manca tutto.
Alberto: E posso confermare quello che dice la nonna, anche io la penso così.
Nonna Elide: Se manca la fede, la fede ti insegna ad amare gli altri, a voler bene, a...
Alberto: Tutto, se c'è un momento difficile, di difficoltà...
Nonna Elide: Vedi che fanno tanto, anche qui c’è il volontariato, ci sono le amiche che vanno ad aiutare i malati, insomma, tante cose.
Alberto: Ti fa fare anche cose che tu come essere umano magari non faresti, ma con la fede riesci a farle.
Nonna Elide: Con la fede riesci a fare qualcosa, sì.
Alberto: Sì, bella risposta. La prossima è… Qual è stata la tua più grande sfida nella vita e come l’hai affrontata e superata? Quindi la tua difficoltà più grande nella vita e come l'hai superata. Non so se vuoi dire la guerra...
Nonna Elide: No, la guerra è stata una roba orribile. Sentirti lì a casa, vedere gli aerei che ti girano e sentire a bombardare, avere giù il papà lì a Brescia a lavorare, era una cosa orribile. Quella è stata proprio più brutta di tutto, di tutti.
Alberto: Non solo la guerra, ma il fatto che tu eri qua a Costorio, tuo papà era a Brescia a lavorare, passavano gli aerei a bombardare. Tua mamma era anche preoccupatissima?
Nonna Elide: Mamma mia, eravamo lì tutti a aspettare e poi, mamma mia… Per la paura, saresti corso giù a vedere, ma non ti lasciavano perché c'erano in giro tutti che fermavano intanto che bombardavano.
Alberto: Certo.
Nonna Elide: No, è stata una brutta esperienza quella lì che non auguro a nessuno.
Alberto: E come l'hai superata?
Nonna Elide: Pregando, pregando. Poi la mia famiglia si è salvata. Allora ho pregato tanto e pregavo anche per i poveri che erano rimasti senza casa.
Alberto: La difficoltà è stata la guerra e superarla con la fede, ottimo.
Passiamo alla prossima domanda. Qual è stata la cosa più significativa che hai imparato dai tuoi genitori e dai tuoi nonni?
Nonna Elide: Dai miei genitori è essere sempre onesta, non toccare mai la roba dagli altri. Dai nonni tutto, tutto, tutto dai nonni. Le nonne parlavano poco, poverine, non uscivano mai di casa, ti insegnavano a cucire, ti insegnavano coi ferri. Era sempre una parola buona, ti diceva: “Fai la brava!”, “Stai attenta!”, “Non parlare male a nessuno, tenta sempre di far del bene anche quando cresci”, ecco quello è, io ho imparato tanto dai nonni.
Alberto: Bellissimo! C'è una cosa ragazzi che voglio che la nonna vi racconti legata alla sua… È tua zia o tua mamma che ti aveva detto di non toccare l'albero del frutto del vicino?
Nonna Elide: Ah sì, la mia mamma!
Alberto: La tua mamma?
Nonna Elide: Sì!
Alberto: Ecco, raccontala, com'è andata?
Nonna Elide: Ero andata nel campo di una mia zia. E all’inizio ero stata lì a raccogliere un po' di roba per terra. Ho visto che venivano giù le ciliegie e le ho prese. Ma le ciliegie non erano nostre, veniva un ramo…
Alberto: Passava un ramo sopra la rete.
Nonna Elide: Passava un ramo sopra la rete e ho raccolto le ciliegie.
L'ho fatto un bel cestino. È venuta lì mia mamma, ma queste non sono da toccare, non sono nostre, sono di là della rete. Ma io, pota, le ho prese. Adesso andiamo dalla signora, vai a farle vedere che hai preso le sue ciliegie. E allora sono andata giù dalla signora mi ha detto: “Ma mangiale, mangiale cara, non importa se sono venute di qui!” Ma la mia mamma mi ha voluto fargliele vedere, ha detto: “No perché non sono nostre. Non è il campo, era la pianta di là ma veniva il ramo di qua. Quando te li danno sì, ma altrimenti non tocchi la roba degli altri, ecco”. Però anche la signora con le ciliegie: “Ma mangiale, mangiale!” No, non è per quello, deve sapere che la roba non nostra non si tocca. Ma io non lo sapevo che la rete…
Alberto: Quanti anni avevi?
Nonna Elide: Ero piccola.
Alberto: 10 anni, 9 anni?
Nonna Elide: Sì, 10 anni.
Alberto: Ecco, questo è importante perché...
Nonna Elide: Per il guadagno. Dobbiamo guadagnarceli, non rubarli, tirarli giù. No, loro non hanno rubato perché non sapevano che erano suoi.
Alberto: Sì.
Nonna Elide: E poi due, tre, centesimi...
Alberto: Neanche tu avevi rubato volendo rubare, però mi piace che ti ha voluto insegnare…
Nonna Elide: Mi ha insegnato che la roba degli altri in casa mia non la voglio, via.
Alberto: Che non è perché il ramo veniva dal di là del recinto che lei poteva prendere le cose dall'albero della vicina. Però è una bella storia che è legata anche all'orgoglio di lavorare per le tue cose, non di prenderle dagli altri. Poi ovviamente la signora gliele ha date dopo.
Nonna Elide: No, ma mi diceva sempre quando voglio andare, vai a raccoglierle. Allora era un'altra cosa, me l'aveva detto, se volevo, ma dopo io non è che le abbia raccolte perché non andavo mai.
Alberto: Quindi questo principio del non toccare le cose degli altri, eccetera, è molto importante e te l'hanno insegnato i tuoi genitori e poi l'onestà, poi i tuoi nonni, le cose di casa, eccetera, bene. Passiamo alla prossima domanda che è… Come hai vissuto i momenti di cambiamento storico come guerre, crisi economiche, cambiamenti della tecnologia? Come li hai vissuti? Bene? Ti senti indietro?
Nonna Elide: No, con l'aiuto della Madonna, del Signore pregavamo, pregavamo. Ti ringrazio che mi hai salvato. Tutte quelle cose lì le ho superate.
Alberto: C’era l'inflazione in Italia, c'erano tanti problemi dopo la guerra, c'era tutto il cambiamento dei telefoni, dei computer, eccetera. E tu l'hai vissuta tranquillamente?
Nonna Elide: Tranquillamente no. Avevamo paura di tutte queste cose, dei cambiamenti, non sapevi cosa veniva, non sapevi niente, invece, dai, è passata.
Alberto: E diciamo, l'hai vissuta con...
Nonna Elide: Con fiducia che venisse bene.
Alberto: Sperando il bene ma comunque sentendo la paura.
Nonna Elide: Si sentiva per un bel po', sì, c'è stata paura.
Alberto: Poi invece i cambiamenti tecnologici, eccetera, tu sei rimasta un po' indietro in quello? Tipo i nuovi telefoni, computer.
Nonna Elide: Eh sì, adesso l'ho lasciato tutto. Sono anziana, non ho più memoria. Perdo la memoria tutti i giorni, mi vedo che vado indietro, ecco.
Alberto: Non puoi stare al passo con tutto sempre.
Nonna Elide: No, non penso. Quello che è passato, è passato, guardiamo di andare bene. La prossima domanda è… Qual è stato il momento in cui ti sei sentita più orgogliosa nella tua vita?
Alberto: Io ti dico, secondo me è aver finito di pagare la tua casa.
Nonna Elide: Sì, certo. Quella era stata una cosa che ormai dicevo adesso se Dio vuole possiamo anche fare così qualcosa in più. Però non ero proprio...
Alberto: Non eri felice?
Nonna Elide: Sì, felice. Sì, sì, ero felice.
Alberto: Però c'è qualcos'altro che ti ha reso più felice? Quando è nato tuo figlio?
Nonna Elide: Il mio bambino? Mamma, sì, quella è stata proprio la cosa più bella e più grande che ho avuto.
Alberto: Ok, allora quando è nato tuo figlio?
Nonna Elide: Sì, quando è nato mio figlio.
Alberto: Bene. La prossima domanda è… Qual è stata la tua esperienza più emozionante come nonna?
Nonna Elide: Adesso come nonna è da vedere i miei nipoti che crescono bene. Quella era la gioia più bella per me.
Alberto: Quindi l'esperienza più emozionante è vedere che i tuoi nipoti crescono bene.
Nonna Elide: Che sono bravi.
Alberto: Ok. Poi, quali sono i consigli che vorresti dare a tutti per vivere una vita felice? A me, a chi ti guarda adesso, agli studenti, agli amici, agli sconosciuti. Che consiglio daresti?
Nonna Elide: Di crescere bene.
Alberto: Come?
Nonna Elide: Bene, fare del bene alla gente, quella sarebbe la gioia più bella. Di stare bravi, di essere onesti, di amare il prossimo, quella cosa più bella che c'è, ecco, e crescere bene. Facendo del bene, mai, non venite mai a fare qualcosa che sia una cosa brutta, no, no, no. Fate del bene che troverete bene. Come si semina, si raccoglie, ragazzi.
Alberto: Come si semina si raccoglie, brava! È una delle mie frasi preferite, quello che semini, raccogli.
Nonna Elide: E come si semina, si raccoglie.
Alberto: È vero. Manca poco nonna, manca poco. Mancano cinque domande, sei pronta? No, sei, uno, due, tre, sei domande. Allora, qual è stato il regalo più bello che hai ricevuto nella tua vita?
Nonna Elide: Regalo?
Alberto: Regalo.
Nonna Elide: La fede di mio marito.
Alberto: La fede di tuo marito, è questa?
Nonna Elide: Sì.
Alberto: Ok, dopo la facciamo vedere bene, ragazzi, ve la facciamo vedere bene sullo schermo.
Nonna Elide: E poi la bambola, che mi ha portato la bambola e mi ha regalato tante altre.
Alberto: No, ma mi piace la fede.
Nonna Elide: La fede, la fede.
Alberto: Perché è anche simbolica.
Nonna Elide: Perché quella è stata il mio regalo più bello.
Alberto: Bellissimo, la fede del nonno, del suo marito. Se potessi possedere una competenza o una qualità che non hai adesso, quale sarebbe e perché?
Nonna Elide: Dovevo… Ecco, ho sbagliato, ma non… Quando ero giù dalle suore, dovevo prendere un diploma. Quello ho sbagliato che dato che ero nelle classi assistente, potevo anche studiare.
Alberto: Quindi che cosa volevi studiare?
Nonna Elide: Di solito, loro era maestre.
Alberto: Per diventare una maestra?
Nonna Elide: Maestra, anche maestra di scuola puoi sempre insegnare bene, capito?
Alberto: Ecco ragazzi vi spiego, la maestra come figura specialmente ai tempi della nonna, era una maestra che insegnava tutto un po’.
Nonna Elide: Eh, ma anche adesso.
Alberto: Ti insegnava, sì, sì, sì, anche adesso, però, ancora di più in passato, quando mancava anche, c'era una mancanza di personale, magari ti insegnavano storia, matematica, geografia, l'italiano, tutte le materie, c'era una maestra. Penso che quello che la nonna volesse dire è...
Nonna Elide: Potevo fare quello, ecco.
Alberto: Sì, poteva fare quel ruolo, la maestra che insegnava tante cose.
Nonna Elide: Ecco.
Alberto: E così aveva conoscenza.
Nonna Elide: L’assistente nelle scuole.
Alberto: Perfetto, quindi l'abilità di insegnare.
Nonna Elide: Ecco, avrei dovuto prendere un diploma, ecco, per fare qualcosa in più, invece non l’ho fatto, ho scelto la sarta.
Alberto: Puoi cominciare anche adesso?
Nonna Elide: No.
Alberto: Sapevo che avrebbe riso, però per me potrebbe davvero cominciare.
Nonna Elide: Per l'amor del cielo, no.
Alberto: Per l'amor del cielo.
Nonna Elide: Mamma, mamma, mamma.
Alberto: Prossima domanda, allora. Qual è stata la tua più grande avventura nella vita? Avventura che hai fatto, cosa?
Nonna Elide: Salire su una nave.
Alberto: Crociera?
Nonna Elide: Eh, crociera. È un'avventura bellissima.
Alberto: Mi piace.
Nonna Elide: Mi piace.
Alberto: Bella avventura.
Nonna Elide: Una bella avventura. E andare a Roma.
Alberto: Anche quella, bellissima.
Nonna Elide: Quella è la prima. Abbiamo visitato il Vaticano così, ecco, una bella avventura è stata. Eravamo giovani, allora stavamo facendo una cosa più bella. Dopo quella, con tutta la mia famiglia, siamo andati in crociera.
Alberto: Benissimo, benissimo, mi piace.
Nonna Elide: Ma prima quella del Vaticano.
Alberto: Prima Vaticano, poi crociera?
Nonna Elide: La seconda volta è quella della crociera.
Alberto: Ultime domande, allora. Hai qualche consiglio per mantenere un matrimonio duraturo e felice?
Nonna Elide: Avere fiducia l'uno dell'altro e volersi bene. Non hai pensato ad altre cose. Volersi bene è la cosa più buona.
Alberto: E aver fiducia l'uno dell'altro.
Nonna Elide: E aver fiducia l'una dell'altro.
Alberto: Mi piace, semplice ma importante. Detto ciò, ultime due domande. Qual è stata la cosa più importante che hai imparato dal tuo lavoro, il lavoro che facevi? Che sia quando lavoravi al ristorante o prima, qual è stata la cosa più importante che hai imparato?
Nonna Elide: A risparmiare, cominciare a risparmiare per prepararmi, se un domani mi sarei sposata e com'è stato. Ecco, sai che quando stessi sposa ho sempre risparmiato imparando lì con una signora che era bravissima. Non buttava via niente, non guardava di recuperare tutto, e sempre cose che può servire, e così imparando quelle cose lì.
Alberto: Quindi hai imparato a risparmiare.
Nonna Elide: A risparmiare, davanti, proprio perché ho conosciuto gente che ha sempre risparmiato.
Alberto: Bello questo.
Nonna Elide: E mi insegnava: “Vedi, non bisogna buttare, vedi, bisogna risparmiare, vedi non si sa mai nella vita!”
Alberto: Concordo, mi piace. Mi piace perché risparmiare anche poi ti aiuta a essere libero nella vita. Perché se tu hai i tuoi risparmi...
Nonna Elide: Certo, puoi anche andare avanti, fare una cosa che piace a te.
Alberto: Non dipendi sempre dagli altri.
Nonna Elide: Ecco, non stare lì a aspettare gli altri che ti diano. Fatti avanti a te, lavora e fai.
Alberto: Bello, mi piace.
Nonna Elide: Certo. Non devi stare lì ad aspettare la torta dai frati.
Alberto: Com’è che è? Non devi stare lì a aspettare la torta dai frati? Non la conoscevo questa.
Nonna Elide: Non stare lì a aspettare la torta dai frati. Quando uno sta fermo gli dicevano: “Non stare lì fermo ad aspettare la torta dai frati”.
Alberto: Ma non la conoscevo. Ragazzi, quello che ha detto la nonna è che quando lavorava uno stava fermo e gli dicevano sei lì ad aspettare la torta dai frati.
Nonna Elide: Se non lavori, non prendi soldi.
Alberto: Se non lavori, non prendi soldi.
Nonna Elide: Sei lì ad aspettare la torta dei frati.
Alberto: Bella, bella, mi è piaciuta. Finiamo l'ultima domanda. Come ti piacerebbe essere ricordata quando tu non ci sarai più?
Nonna Elide: Come un'amica, un’amica. Ricordata come un'amica, che ci volevamo bene.
Alberto: Ah, nonna!
Nonna Elide: Ricordata così, basta. Ricordarmi come le mie amiche. Io le ricorderò sempre, anche se sono viva o se sono morta. Guarda, a Luciana ne parliamo sempre, la nostra amica. La ricordiamo come se fosse viva.
Alberto: Ah, bellissimo, ragazzi. Sono senza parole. Semplice, ma bellissimo.
Nonna Elide: Come se fosse ancora qui con noi. Guarda!
Alberto: Come un’amica?
Nonna Elide: Un’amica.
Alberto: Allora ragazzi, ragazzi… Ci tengo a ringraziare la nonna che per me, non è solo una nonna ma è anche un’amica.
Nonna Elide: Sì.
Alberto: Quindi la ricorderò, ovviamente, per sempre anche come un'amica ma spero che vi sia piaciuto questo video di oggi. Per me era molto speciale, non vedevo l'ora di registrarlo, ancora ora che la nonna è in salute, sta bene, quindi era molto importante per me registrare tutto quello che aveva da dire rispondendo a queste domande. Vuoi dire qualcosa a nonna di finale per tutti?
Nonna Elide: Fate bravi, c'è dentro tutto. State onesti e crescete bene. Amate il prossimo. Amate la gente, starete sempre bene.
Non avere odi, non avere odi. Quello è una brutta cosa. Dovete essere sereni e far bene agli altri.
Alberto: Bello.
Nonna Elide: Così è la cosa più bella. Vivete bene.
Alberto: Nonnina!
Nonna Elide: Lasciamo qui tutto.
Alberto: Eh, ragazzi.
Nonna Elide: E partiamo.
Alberto: Brava, nonnina! Adesso facciamo il caffè?
Nonna Elide: Di nuovo?
Alberto: Sì. Secondo caffè.
Nonna Elide: Però io non lo bevo perché è il quarto.
Alberto: Saluta, però, prima. Ciao ragazzi.
Nonna Elide: È il quarto caffè che mi fa bere. Basta adesso.
Alberto: Basta, ultimo caffè. Ragazzi, la nonna ci è scappata. La telecamera è saltata ma stavo dicendo, grazie per essere stati qui con noi, oggi ora berrò un caffettino con la nonna. Guardate questo episodio più volte, io di sicuro lo farò. Gli insegnamenti della nonna sono semplici ma così importanti, così belli che non ho neanche io parole per descriverli e questo episodio sarà anche per sempre un ricordo per Italiano Per la Vita per me, per la mia famiglia e per questo ci tenevo tantissimo anche a condividerlo con voi e spero che lo abbiate apprezzato. Io vi mando un grande abbraccio, buon apprendimento e ci vediamo, come sempre, nei prossimi episodi. Carissimi, io vi mando un grande abbraccio. Spero che questo episodio vi sia piaciuto, come è piaciuto a me condividerlo con voi. Vi ricordo della riapertura di Italiano Per La Vita settimana prossima, quindi ultima riapertura dell’anno. Vi mando un grande abbraccio e ci sentiamo presto per altri contenuti insieme.