La Storia Del Caffè in Italia In Pochi Minuti


TRASCRIZIONE:

Carissimi, qui abbiamo due tra gli oggetti che io preferisco nella mia vita e sto parlando della moka. Perché? Perchè la moka? Perché da questo oggetto meraviglioso esce il caffè. Il caffè è qualcosa che io bevo ogni giorno quando mi sveglio e il caffè è anche un ricordo affettivo per me, perché lo bevevo sempre con la nonna, proprio da una moka simile a questa, solo che la base era diversa, perché questa serve per il piano a induzione, ovvero questo piano qua, vedete? Elettrico, altrimenti non funzionerebbe. Ma detto ciò, carissimi, siete pronti per scoprire insieme la storia del caffè? Io sì. Quindi iniziamo insieme. Buongiorno carissimi e bentornati per un nuovo contenuto in italiano da scoprire insieme, sempre con un unico obiettivo, ovvero unire il vostro apprendimento dell'italiano e miglioramento quindi della vostra conoscenza in italiano insieme all'imparare cose nuove. Infatti l'obiettivo di sempre di Italiano Automatico non è solo di aiutarti a imparare l'italiano, ma di farlo mentre attraverso la lingua, tu continui a imparare cose nuove, no? Questo è anche il bello della vita e oggi siamo qui per scoprire insieme la storia del caffè, ma specificamente la storia del caffè in Italia in pochi minuti. Quindi oggi parliamo di qualcosa che per noi italiani è molto più di una semplice bevanda. Parliamo del caffè. E forse anche tu quando pensi all'Italia immagini subito una tazzina di espresso al bar. Il profumo del caffè appena fatto. Oppure quel momento speciale in cui qualcuno ti dice: "Dai, prendiamoci un caffè insieme." Ma ti sei mai chiesto da dove nasce davvero questa tradizione? Come è arrivato il caffè in Italia e perché è diventato una parte così importante della nostra cultura e della nostra vita quotidiana? Oggi faremo un viaggio insieme, un viaggio che parte da molto lontano e che ci porterà fino ai bar italiani e alle cucine delle nostre case e a quei momenti semplici ma profondi come sedersi e prendere un caffè con la nonna, ridendo e scherzando. E, ti anticipo anche che, dopo aver ascoltato o guardato questo contenuto, puoi anche fare un quiz gratuito per testare la tua comprensione. Lo troverai in descrizione.

1) Si tratta di un quiz di dieci domande, ma detto ciò, direi che possiamo partire dall'ORIGINE DEL CAFFÈ. Il caffè oggi è una delle cose più italiane che esistano. È un gesto quotidiano, quasi automatico. Entriamo in un bar, diciamo semplicemente "un caffè!" e senza bisogno di spiegare altro, riceviamo un espresso. Ma la verità è che il caffè non nasce in Italia. Ha fatto un viaggio lungo e affascinante prima di diventare parte della nostra identità culturale. Le origini del caffè, infatti, si trovano probabilmente in Etiopia. Una leggenda molto famosa racconta di un pastore che notò come le sue capre diventassero particolarmente energiche dopo aver mangiato alcune bacche rosse. Da lì il caffè iniziò a diffondersi verso la penisola arabica, soprattutto nello Yemen, dove venne trasformato in una bevanda calda e consumato in contesti sociali e religiosi. Nel mondo arabo nacquero così le prime case del caffè e se fossi stato lì io, sicuramente mi sarebbe piaciuto abitare in una di quelle case. Ma erano luoghi di incontro dove le persone si riunivano per discutere, studiare e condividere idee. In un certo senso il caffè era già legato alla socialità molto prima di arrivare in Europa.

2) Vediamo quindi com'è successo questo ARRIVO DEL CAFFÈ IN ITALIA. Il suo arrivo in Italia risale intorno al sedicesimo e diciassettesimo secolo, grazie ai commerci tra Venezia e l'Impero Ottomano. Venezia, come spesso accade nella storia italiana, fu la porta di ingresso di nuove culture e nuovi prodotti. All'inizio però, il caffè non venne accolto con entusiasmo da tutti. Alcuni lo consideravano una bevanda strana, esotica, perfino sospetta. E questo è normale per noi esseri umani, perché ogni volta che arriva qualcosa di nuovo abbiamo, diciamo, dubbi, non lo vogliamo provare subito, no? E vi faccio un esempio: io sono arrivato in Brasile quando... Alcuni anni fa mi sono trasferito qui. Più precisamente circa due anni e mezzo fa. E ragazzi ho visto, ho visto tanti di quei tipi di frutta nuovi che ero un po', diciamo... Entusiasta ma anche un po' timoroso nel provare tutta questa frutta, perché non ne conoscevo il gusto, no? E però, pian piano, ti abitui, no? Come essere umano provi qualcosina, se sei un attimo aperto, e se ti piace, la vuoi provare di nuovo. E questo è un po' ciò che è successo in Italia, ma secondo una storia molto diffusa fu Papa Clemente VIII ad assaggiare il caffè e ad approvarlo ufficialmente, contribuendo così alla sua diffusione nel mondo cristiano. Che la storia sia completamente vera o meno una cosa è certa: da quel momento il successo del caffè fu rapidissimo. Nel Seicento iniziarono ad aprire le prime botteghe del caffè e questi luoghi diventarono presto centri culturali e sociali. Non erano semplicemente dei bar come li intendiamo oggi, ma erano spazi dove artisti, scrittori, intellettuali e cittadini si incontravano per discutere di politica, filosofia e arte. Bere caffè diventò quindi un gesto legato alla conversazione e allo scambio di idee e questo aspetto è rimasto profondamente radicato nella cultura italiana, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove un ragazzo come me e la propria nonna, invece di discutere di arte, discutono di quanti cucchiaini di zucchero vogliono nel caffè. Ok. 

Ok, hai messo quanti cucchiaini?

Io ne metto sempre due perché a me piace zucchero.
Ok, quindi hai messo due cucchiaini. Dovrei prenderne uno. Ma mi sono abituata così.

Quindi ancora oggi il caffè è una scusa per incontrarsi, per passare del tempo insieme, per condividere dei momenti di relax, anche, e divertimento.

3) E arriviamo quindi alLA TRASFORMAZIONE DEL CAFFÈ. Con il tempo l'Italia non si limitò ad importare caffè. Ma iniziò a trasformarlo. La vera rivoluzione avvenne alla fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, quando vennero sviluppate le prime macchine per preparare il caffè espresso. L'idea era quella di preparare rapidamente una bevanda intensa, concentrata e aromatica grazie alla pressione del vapore. Nacque così l'espresso, che oggi è probabilmente il simbolo piu riconoscibile del caffè italiano, in quanto riflette perfettamente lo stile di vita italiano. Breve ma intenso, veloce ma ricco di significato. Insomma, come vi ho detto, non è più solo una bevanda, ma è un vero e proprio rituale. Fatto sta che quando mi sveglio la mattina io non solo mi faccio l'espresso, ma ci do anche una bella annusata e poi me lo bevo con calma perché è poco ma buono e intenso e concentrato. E ragazzi, non sottovalutate il potere di un espresso. Veramente. Se è fatto giusto, ti può rallegrare la giornata.

4) Ma passiamo adesso brevemente alla MOKA, un altro momento fondamentale della storia del caffè in Italia. Arriva nel 1933 con l'invenzione della moka da parte di Alfonso Bialetti. Questo strumento semplice permise agli italiani di preparare facilmente a casa un caffè forte e aromatico. La moka funziona grazie alla pressione del vapore che spinge l'acqua attraverso il caffè macinato, creando una bevanda diversa dall'espresso del bar, ma comunque intensa. Con il tempo la moka è diventata un simbolo delle case italiane. Il profumo del caffè in cucina, il suono caratteristico mentre sale e quel gesto familiare di chiedere: "Vuoi un caffè anche tu?" Quindi, se l'espresso rappresenta una pausa veloce fuori casa, la moka rappresenta invece un momento più lento e intimo. Infatti, ve lo dico sempre, l'avete visto in tanti miei contenuti negli ultimi dodici anni, ma quando filmavo la nonna che stava facendo un caffè con la moka non c'era fretta. La metteva lì a fuoco lento, sentivamo il rumorino del caffè che stava uscendo dalla moka e io le dicev: "Nonna sta uscendo già il caffè. Sta salendo!" E lei mi diceva: "Madonna mì, madonna mì, in dialetto... Madonna mia." E correva a prenderlo prima che esplodesse fuori dalla... Dal buchino, no, da dove esce il caffè della moka, no? Quindi sono entrambe cose fantastiche della cultura italiana che sono diventate ormai abitudini anche per molti nel mondo. E porta con sé tanti ricordi e tanti momenti belli in famiglia.

5) E per chiudere parliamo brevemente della VARIETÀ DEI CAFFÈ IN ITALIA. L'aspetto curioso, infatti, sono le varietà di caffè in Italia, di modi di preparare il caffè. Uno di questi è il caffè ristretto, che è ancora più corto ed è ancora più intenso. Poi c'è il caffè lungo con più acqua, il macchiato con una piccola quantità di latte, il cappuccino tipico della colazione italiana, il marocchino con cacao e schiuma di latte, l'americano più lungo e simile a un caffè filtrato e il corretto, con l'aggiunta di un liquore. Insomma, ogni scelta racconta una propria abitudine personale. E in particolare, mio papà è un fan del caffè ristretto e fa molta fatica quando esce dall'Italia ad avere il caffè ristretto, proprio quello giusto, perché è una cosa specifica, proprio italiana, è diciamo un espresso super corto, ma non è che un espresso, ti basta fare un espresso a metà, non è quello il caffè ristretto. È proprio qualcosa di specifico, no? Lui dice che è il primo caffè che esce dalla moka, per esempio, e tiri fuori subito il primo caffè che esce. Quindi capite che quando viaggia ha difficoltà a farselo fare esattamente come vuole lui. Ma detto ciò, ragazzi, adesso sono curioso e vorrei sapere come piace a te il caffè. Fammelo sapere nei commenti qual è il tuo caffè preferito e perché. Non vedo l'ora di leggere delle vostre abitudini. Per imparare un po' di più anch'io sul mondo. No? Perché alla fine poi questa abitudine è diventata internazionale e ognuno l'ha presa un po' a modo suo. Ma detto ciò, vi ricordo anche del quiz che avete gratuito da scaricare in descrizione. Fatelo e fatemi sapere com'è andata. È un modo carino e divertente per scoprire quanto ne sapete sul caffè. Io invece ne approfitto per mandarvi un grande abbraccio e per ringraziarvi di essere stati con me oggi. A presto.