Le 3 CHIAVI Per Migliorare Il Tuo Italiano


TRASCRIZIONE:

- Ragazzi, benvenuti in un video che è del lunedì, ma faremo in un modo molto spontaneo con Giulia.

- Esatto.

- Presentati Giu per chi ancora non ti conosce,  i pochi che ancora…

- Allora, per chi non mi conosce… No, pochi non lo so. Sono Giulia e sono di Trento, e sono una delle insegnanti di Italiano Per La Vita, la nostra piattaforma. Mi piace molto questa esperienza di aiutare tutti gli studenti di Italiano Per La Vita nelle lezioni di gruppo e anche nei nostri… nel nostro gruppo Telegram che abbiamo, e vedo tutti gli studenti molto impegnati, molto entusiasti con… nell’apprendimento dell’italiano, e devo dire che è una bellissima esperienza.

- Ma anche, ovviamente, come sapete, Giu gestisce tutto, anche i social media, quindi ci aiuta su Instagram, YouTube, le mail, quindi Giu è un po’ dappertutto, ci aiuta veramente tanto con tutte le domande che ci fate e dubbi e qualsiasi cosa veramente, quindi… ed è proprio appassionata di lingue, quindi ce l’ha nel sangue, le lingue ce le ha nel sangue. Ma oggi l’ho voluta qui con noi per una ragione importante, per darvi le tre chiavi per migliorare il vostro italiano. Perché Giu… Ah, se mi vedete guardare, è che ci siamo segnati dei punti. Perché Giù ha dato più di 6.000 ore di lezione…

- …dal 2012, giusto?

- Sì, sì.

- Cioè, io le chiedo sempre: «Come hai fatto a dare 6.000 ore di lezione?». Cioè è pazzesco… tra Italki e adesso anche conto… con Italiano Per La Vita è più di 6.000. Ma veramente è fenomenale, fenomenale. Cioè, non puoi fare cose di questo tipo senza una passione vera, perché ti spareresti, quindi... complimenti Giu anche per quello.

- Grazie Albi.

- Prego. Ma detto ciò, ho parlato un po’ con Giu prima del video per raccogliere queste tre chiavi secondo lei. E cominciamo Giu dalla numero uno. Ti chiedo quindi qual è la prima chiave? Ovviamente, prima di iniziare, ti ringrazio ancora per tutto il tuo aiuto che ci dai.

- Grazie a voi.

- Ma la prima chiave, Giu, per migliorare l’italiano qual è secondo te?

-  AVERE UNA PASSIONE SFRENATA E IMMERGERSI NELLA LINGUA. Perché a volte manca questo, no? L’immersione nella lingua. Quindi io penso che quando una persona ha voglia di imparare una lingua nuova, sicuramente impara… può imparare per varie ragioni, per il lavoro o perché... no? Per turismo. Però la maggior parte delle volte, la persona si sente anche attratta dalla lingua e quindi ci vuole questa immersione, che può essere con la musica, può essere con la lettura per esempio, ascoltando, no? Come diciamo sempre, ascoltando dei materiali e leggendo anche delle cose che ci interessano. Quindi penso che sia la cosa più importante, perché se non siamo nel Paese, nel Paese in cui parlano questa... questa lingua, dobbiamo far finta di essere lì, no? Quindi immergerci il più possibile nella lingua che impariamo.

- Assolutamente. Ovviamente non allungo il discorso, perché sapete già che concordo con… con questo argomento, ed è la chiave… la chiave numero uno…

- Eh, sì.

- …ma mi è piaciuto che Giu ha rafforzato anche il fatto delle… dei libri comunque, della musica e tutte queste cose che ovviamente aiutano.

- Sono importanti.

- Molto importanti. E la chiave numero due, invece, Giu?  Vai!

- Chiave numero due io direi  BUTTARSI E SUPERARE UN POCHINO QUELLA TIMIDEZZA CHE È NORMALE quando… quando stiamo imparando una nuova lingua,però dobbiamo a un certo punto, nonostante la timidezza, cercare di buttarci un pochino e provare a parlare senza paura, o nonostante ci sia un pochino ancora di paura e di vergogna e pensare che alla fine non succede niente, no? Se proviamo e sbagliamo una parola o una persona ci chiede: «Non ho capito, puoi ripetere? Cos'hai detto?», non succede niente, si può ripetere. Si può dire in un altro modo quello che vogliamo dire. Quindi cercare di capire che non… non ci sono problemi se sbagliamo qualcosa.

- Assolutamente. Assolutamente. E questa l’ha inserita come chiave numero due, perché praticamente le succede spesso a Giu nelle lezioni appunto di sentire questa cosa della timidezza, o della paura di bloccarsi, eccetera… e molti, magari, che decidono di non partecipare perché dopo un’esperienza di timidezza o di paura durante la lezione, si sentono stressati e dicono: «Allora non lo faccio più». Invece quella è proprio una ragione per continuare a farlo, così che poi ti abitui. Perché dopo due, tre, quattro, cinque volte quel problema diventa sempre più basso, diminuisce sempre di più, diciamo.

- Sì.

- Ovviamente se sei super principiante no. Allora lì devi passare tempo con la lingua prima, perché non hai ancora le conoscenze magari per poter parlare, ma se invece hai già queste conoscenze, hai ascoltato tanto la lingua, allora lì serve sì, superare questa timidezza e, come ha detto Giu, devi pensare al peggio e sapere che il peggio non è così male.

- Non è così peggio. Non è così male, non è così male.

- Non è così peggio, quindi… questo è un consiglio molto, molto importante. Buttarsi, superando la timidezza e paura.

- Senza pensarci troppo, esatto.

- Senza pensarci troppo, ok? Quindi buttarsi vuol dire lanciarsi, buttarsi, ok? Ok, adesso arriviamo alla chiave numero tre e poi ci sarà una chiave bonus. Quindi Giu, qual è la terza… terza chiave?

- La terza io direi SAPER RICONOSCERE I NOSTRI PROGRESSI E NON PARAGONARSI TANTO AGLI ALTRI STUDENTI, agli altri, alle altre persone che stanno imparando l’italiano. Perché tante volte succede proprio questo, no? Si cerca di fare un paragone con gli altri. Però, come diciamo sempre, tutti abbiamo una storia differente. Quindi c’è una persona magari che…

- Non ha la tua lingua madre.

- …non ha la tua lingua madre, esatto. Oppure ha una storia differente. Magari sta vivendo in Italia da dieci anni e invece un’altra persona sta imparando l’italiano da un mese e vive in un altro Paese, quindi non ci si può paragonare.

- Età diverse anche...

- Età diverse e insomma… magari altre… ci sono persone che hanno studiato molte altre lingue prima, qualcun altro che sta iniziando con l’italiano ed è la prima lingua straniera.

- Assolutamente.

- Quindi quello che consigliamo un po’, o che insomma io mi sentirei di consigliare, è di crearsi degli obiettivi e dire: «Fra un mese voglio arrivare lì, fra due mesi voglio arrivare lì. Voglio migliorare con la pronuncia, voglio migliorare il mio parlato...», e cercare di concentrarsi, fare piccoli esercizi, piccole cose durante quel mese, quei due mesi, per raggiungere quell’obiettivo. Piccoli esercizi, perché altrimenti poi... no? Vogliamo strafare.

Quindi cose come shadowing, Attiva Il Parlato, che c’è sulla piattaforma di Italiano Per La Vita. Molta lettura…

- Spiega per chi non è sulla piattaforma cos’è tipo quell’esempio… è un esercizio… Vabbè ve lo spiego io, ragazzi. È una cosa molto semplice. Avere magari un testo dove senti l’audio e puoi ripetere. Quindi questi anche piccoli esercizi che ti fanno sentire un po’...

- Sì, il progresso.

- ...il tuo miglioramento anche nella fluidità di lettura dell’italiano.

- Pronuncia.

- Pronuncia, insomma… Molti di voi si chiederanno cos’è Italiano Per La Vita. So che molti di voi già lo sanno, ma per chi ci sta trovando adesso e non sa cos’è, è una piattaforma che abbiamo creato per, diciamo, avere una finestra sull’italiano e l’Italia 24 ore su 24, tutto l’anno. Quindi non è un corso classico, è un mondo italiano per fare amicizia, avere insegnanti, lezioni di gruppo, chiamate dal vivo, approfondimenti grammaticali, cultura italiana, vocaboli, attivazione del parlato. Veramente, c’è un po’ di tutto, e continuiamo a migliorarlo ogni giorno insieme a Giulia e a tutti gli altri della squadra. E quindi per chi è interessato, adesso è chiusa la piattaforma, ma riapriremo a settembre e potete sempre iscrivervi alla lista d’attesa in descrizione, ok? Per essere avvisati. Detto ciò, non vi rompo più le balle e continuiamo con il video. Scusa, continua pure.

- No, quindi questo, cercare di… è importantissimo non paragonarsi agli altri, perché so che tanti, tanti studenti lo fanno ogni tanto, no?

- Molti, molti.

- E siamo tutti molto diversi, quindi non ci si può paragonare.

- Assolutamente. E vi dico la verità, in questi due anni di Italiano Per La Vita, ma non solo, nei dieci anni anche di Italiano Automatico in generale, ho visto questa… diciamo questo problema in tante persone che… di Paesi diversi, di età diverse. Questa cosa di dire: «Ah, mi sento male perché lui parla molto meglio di me». Ma questa è una ricetta per il disastro. Cioè, è come dire io mi sento triste perché vedo uno in TV che è un atleta, e io mi guardo e non sono un atleta, e ancora magari lo voglio essere. Cioè, questo modo di pensare è molto dannoso.

- Eh, perché a volte ti viene voglia di lasciar perdere, no? Di mollare quasi. E insomma, può succedere che una persona molli per cose così.

- Sì. Sì. Tutto bene usare come ispirazione invece, ispirazione sì, usare come ispirazione uno che è meglio di te. Ma usare come termine di paragone sul presente, una persona che è avanti per varie ragioni a te è solo dannoso, ti crea quasi un sentimento di: «Ah, io non ci arriverò mai, è troppo».  Perché è così tanto il tempo che dovrai mettere per arrivare al suo livello, che già ti passa la voglia. Quindi questo è un consiglio chiave, veramente questo numero tre… di appunto non paragonarsi, non paragonarsi agli altri e trovare modi quindi semplici e a basso stress, anche questo è importante…

- Sì.

- …per rendersi conto dei propri miglioramenti. Infatti abbiamo fatto l’esempio dell’attivare il parlato con dei piccoli testi con audio, perché è un modo molto a basso stress. Molti di voi hanno il problema di stressarsi, se ci sono gli altri che vi guardano. Quindi all’inizio è molto utile da solo con un audio, far partire l’audio leggendo il testo nella tua testa, e poi cercare di leggerlo tu ad alta voce, pian piano una volta al giorno. Se non riesci oggi, riprovi domani e vedrai che se ti registri magari anche un video per te stesso e lo riguardi tra due mesi e riprovi, vedrai i miglioramenti. Cosa che magari nel presente ti dici: «Ah, non è cambiato nulla», senza aver la registrazione del prima. Quindi, molto importante. Ecco ragazzi, poi c’è il punto numero quattro che è un bonus, ma che abbiamo notato proprio in questi giorni anche, proprio in Italiano Per La Vita e vogliamo spiegarlo anchep er tutti, ma abbiamo visto proprio nei gruppi che c’era un po’ questo problema, quindi vogliamo approfondire l’argomento. Detto ciò, Giu, qual è il punto numero quattro bonus?

-Sì, ci sono molti studenti che dicono di essere… di non avere un livello buono in italiano, dicono di sentirsi principianti e in realtà poi riescono a parlare, riescono a spiegarsi, quindi per noi sono già… intermedi e avanzati a volte, sì.

- Intermedi anche.

- Riescono a capire benissimo, a parlare, magari con qualche errore, però a parlare bene. E quindi tante volte ci rendiamo conto che per esempio c’è molto questa… questa idea di pensare ai livelli B1, B2, C1 e quei certificati, no? Di lingua. Però ecco, non vuol dire niente, secondo me, perché alla fine tante persone magari hanno un certificato B2 eh sì, magari la grammatica è perfetta quasi, però poi non riescono, si sentono, non riescono a parlare o non hanno il vocabolario per poter comunicare, o…

- Le espressioni anche.

-  …espressioni idiomatiche anche importantissime. E quindi questa cosa dei livelli è un po’...

- Tabù.

- Eh sì, esatto, è un po’ tabù.

- Sì, alcuni… è difficile, alcuni la vedono male questa cosa quando diciamo questo, perché non vogliamo, diciamo sminuire o devalorizzare questa questione di chi ha un certificato, eccetera, ma vogliamo far capire a chi a questo discorso: «Voglio essere messa in un gruppo che ha livello intermedio», «Voglio essere messa in un gruppo di principianti», «Voglio essere messa in un gruppo di avanzati», non funziona. Abbiamo provato in passato a fare dei piccoli test, non funziona perché molti che sono intermedi avanzati si reputano principianti. Alcuni principianti magari che sono meno timidi e, diciamo, sembra quasi che comunicano, si metterebbero negli avanzati e quindi diventa una divisione per timidezza ed essere, diciamo, precisini o no. Quindi diventa tutto una divisione artificiale, non vera quindi, e anche infattibile a livello pratico. Cioè è una cosa molto… la puoi fare con questi livelli di esami, ma che poi nella pratica, se metti queste persone a parlare in… che hanno magari uno C1, uno B2, uno B1, uno A2, se li metti poi a parlare, non c’è questa divisione vera e propria di livelli. Io anche mi ricordo che capivo quasi niente in inglese… cioè parlavo quasi niente in inglese e avevo preso B2, un certificato. Un mio amico che parlava peggio di me, era uscito tra il B2 e il C1, semplicemente perché aveva beccato nel test lì a Londra delle cose che si ricordava, che aveva fatto a scuola il mese prima. Cioè cose che quindi… io sapevo di avere un livello molto migliore in quel momento tra l’altro di lui. Infatti poi l’ho imparato molto bene l’inglese. Ma insomma, ho visto tantissime persone in tantissimi test avere questi livelli un po’ artificiali, no? E... certo è bello farlo come sfida, eccetera, ma il messaggio che vogliamo passarvi è di non concentrarvi troppo su questa divisione di livelli. Perché secondo il nostro approccio, che ci piace, abbiamo visto funzionare per ormai migliaia di persone, se ti dimentichi un po’ i livelli è meglio, se ti concentri direttamente sulla lingua, trovare sì materiali che non siano né troppo difficili, né troppo facili per te. Ma quello sarà una cosa abbastanza intuitiva, no?

- Sì, sì, esatto, sì.

- È abbastanza intuitivo, vedi cosa è troppo difficile o no. Certo, non vai sui libri scritti nel 1800, insomma, è in base al tuo livello. Devi regolarti un po’ su queste cose, anche se guardi film degli anni 70 magari, fatti da un regista romano… cioè insomma… ovviamente sarà difficile capire.

- Quindi tante volte dovete ricordarvi che quel blocco che sentite quando parlate una lingua, non è per forza un blocco linguistico diciamo, è quasi una cosa un po’ psicologica, no? A volte ci blocchiamo un po’ per timidezza, per paura, sempre per paura di sbagliare una parola, di sbagliare. E tante volte quello è il blocco. Quindi quello che stiamo infatti facendo anche in Italiano Per La Vita, è proprio il concentrarsi anche ad aiutare gli studenti a perdere quell’ansia, quella paura. Non a perderla perché è difficile,  ma a cercare di superarla…

- Superarla.

- …e diminuire un po’ quella paura che hanno, no? Perché alla fine…

-  Assolutamente. E legato a questo,  ricordatevi che superarla non vuol dire che sparisce, vuol dire fare magari le lezioni di gruppo, fare gli esercizi o qualche amicizia e parlare con loro, andare in Italia, parlare, eccetera… farlo nonostante il sentimento iniziale di stress. Quel sentimento iniziale di stress, pian piano andrà via automaticamente se continui a farlo. Se invece lo fai due volte, senti lo stress e dici… torni indietro e non lo fai più, quella non è la soluzione.

- Molli.

- Ok? Detto ciò, Giu vuoi aggiungere altro?  Qualcosa finale?

- No, direi di no. Semplicemente, appunto, di cercare… Io so che la… quando si impara una lingua si ha sempre quella… un po’ di fretta, è vero, no? Si ha fretta di raggiungere quel determinato livello, quegli obiettivi che si hanno. Però ci vuole tempo, ci vuole pazienza. E io penso che veramente una persona riesce ad imparare una lingua quando non pensa a queste cose. Quindi semplicemente una persona deve dire: «Mi piace la lingua, voglio impararla, faccio quello che mi piace per impararla e poi fra qualche mese...». No? Avere degli obiettivi, certo, ma non essere troppo concentrati in questa cosa, e dopo un po’ di mesi, sicuramente si vedranno ottimi risultati, perché normalmente è così, no?  Si ha passione e…

- Sì. Esatto, no? Infatti questa è un’altra cosa… brava Giu, che concentrarsi di più sul processo… avere sì un obiettivo, ma concentrarsi più sul piacere del processo che sul risultato finale. Infatti vedo molti a volte che con promesse rapide, ma non solo nelle lingue…

- Sì.

- …entrano magari in un percorso… "La scuola intensiva - 2 settimane", con questa idea di: «Ah, io in un mese voglio avere la mia conversazione in italiano». E la maggioranza fallisce perché, semplicemente a livello tempistico,  non è possibile veramente avere una conversazione in un mese se inizi da zero, eccetera. C’è bisogno di più tempo per sviluppare la lingua vera e propria. In un mese sì, puoi magari memorizzare una conversazione e ripeterla a pappagallo. Ma la creazione vera e propria della lingua richiede più tempo, e che tu passi più tempo con la lingua. Quindi… gli studenti che vediamo che hanno più successo sono quelli che amano il processo anche dell’ascoltare la lingua, imparare cose nuove, ascoltare ogni giorno le musiche, scoprire l’Italia, eccetera. E di conseguenza passano i mesi e si trovano magari al mese sei che cominciano a parlare e a sviluppare sempre di più la lingua e dicono… e gli altri rimangono: «Ma com’è possibile? Io che magari volevo il risultato più veloce non ce l’ho ancora».La chiave è che si sono, magari anche involontariamente a volte…

- Sì, sì.

- …senza saperlo, concentrati sul fare le cose ogni giorno, ok? Questo è molto, molto importante. Detto ciò, io ringrazio la grandissima Giulia per essere stata qui con noi oggi. Ha già bevuto due caffè oggi.

- Questo è il secondo, esatto.

- Sì, perché in Italiano Per La Vita la prendiamo tutti in giro perché diciamo che non dorme Giulia, perché risponde a qualsiasi ora della notte e del giorno, fuso orario giapponese, australiano, brasiliano, e abbiamo capito che è perché beve otto/nove caffè al giorno.

- Ma no otto/nove, dai! Otto/nove no. A volte quattro/cinque. A volte.

- Quattro/cinque, dai. Quattro, cinque quando arriva proprio ai limiti dai.

- Esatto, di più no.

- Se no normalmente tre.

- Esatto, così.

- Tre caffettini. Detto ciò, dopo le faccio un altro caffè che oggi è a due, quindi…

- No, basta!

- …è un po’ in ritardo coi tempi. È pomeriggio quasi e bisogna… bisogna fare un altro caffè.

- Recuperare.

- Niente ragazzi, allora… ti ringrazio ancora Giu per… per aver fatto questo video con noi.

- Grazie a te, Albi.

- E grazie per tutto quello che fai ovviamente, e ci vediamo presto noi per un altro video. E fateci sapere qui sotto se avete altre chiavi che volete condividere, o qual è la chiave che ha condiviso Giu che più trovate vera. Quindi qual è la cosa più vera che… che sentite anche nel vostro apprendimento. Poi ovviamente io e Giu leggeremo tutti i commenti.

- Tutto.

- Va bene? Ciao ragazzi.

- Ciao!

- Ciao, ciao.