PER o DA? Quando Usarle Nel Modo Corretto


TRASCRIZIONE:

Buongiorno carissimi, oggi vediamo insieme due preposizioni piccole ma che possono creare grandissima confusione. Vediamo, infatti, oggi come usare PER e come usare DA. Come sempre con esempi semplici e chiari per chiarire una volta per tutte i dubbi più comuni. Alla fine del video avrai anche la possibilità di fare un quiz che trovi in descrizione qui sotto o sopra, in base a dove sei, così da poter testare in un modo carino, pratico e veloce le tue competenze sull'uso di queste due preposizioni.

- Detto ciò, iniziamo partendo dalla preposizione PER. Per, significato generale è: verso qualcosa con un obiettivo. "Per" guarda in avanti e indica la direzione o movimento verso una meta, lo scopo o il motivo, il destinatario. È la preposizione che risponde a queste domande: "verso dove sto andando?" "Per quale motivo lo faccio? Per chi è?" Vediamo i casi più comuni.

Per: direzione, movimento. Usiamo "per" quando il movimento è visto come viaggio, percorso o direzione.

Ad esempio: "Parto per l'Italia." "Siamo per strada." "Passo per il centro."

Qui, come puoi vedere, l'attenzione è sul tragitto, non sul fatto che io sia già arrivato a destinazione.

Per: scopo, motivo. Usiamo "per" per spiegare la ragione o il motivo di un'azione. "Studio italiano per piacere." "Viaggiamo spesso per lavoro." "Faccio volontariato per solidarietà."

Per + destinatario. Usiamo "per" quando qualcosa è destinato a qualcuno. Per esempio: "Questo regalo è per Maria." "È arrivato un messaggio per te." "Ho scritto questa lettera per voi."

Per + infinito. Oltre a "per + nome", in italiano usiamo molto anche "per + infinito", sempre per indicare lo scopo dell'azione principale. Vediamo degli esempi. "Studio italiano per parlare meglio." Lo scopo di studiare italiano è parlare meglio. "Esco per comprare il pane." Lo scopo di uscire è comprare il pane. "Ti scrivo per avvisarti." Lo scopo di scriverti è avvisarti.

- Ecco, ragazzi, prima di passare a DA, ascoltate pure questo video più volte, in diversi momenti dell'anno anche, okay? È normale non capire tutto subito o dire: "Ah, no, ma questo non mi è chiaro." E anche non capire qualcosa per anni, nel senso che questi sono dettagli della lingua, ma poi il vero progresso è sapere usare queste cose anche senza dove pensare al perché. No? Ve l'ho sempre detto, questo è lo stile naturale, no? Non vuol dire che ascoltare un video come questo sia inutile, perché comunque ti fa capire i motivi, gli usi, delle curiosità e, come adulti, spesso questo ci aiuta a notare le cose più velocemente. Quindi, ricordati, l'obiettivo di questo tipo di video non è che tu debba guardare e capire tutto subito, assolutamente no. È un modo di soddisfare la nostra curiosità grammaticale di una lingua, no? Ricordandoti di questo, passiamo ora a "da".

Da come significato generale: origine, provenienza e punto di partenza. A differenza di "per", "da" guarda in dietro o indica da dove parte qualcosa ed esprime origine e provenienza, allontanamento, riferimento a una persona o una fonte. Risponde alle domande: da dove vengo? Da chi vado? Da dove nasce o parte l'azione?

Da + origine, provenienza. Usiamo "da" per dire da dove veniamo o da dove qualcosa ha origine. Per esempio: "Vengo da Milano." "Sono appena rientrato da un viaggio 12 ore." "Siamo appena usciti da lavoro."

Da + persona di riferimento. Usiamo "da" quando il luogo è legato a una persona, non solo a uno spazio fisico. "Domani vado dal medico." "In questo momento sono da un amico." "Ceniamo da mia madre." Da + nome, (funzione). Inoltre, "da" seguito un nome, ci può indicare la funzione o l'uso principale di un oggetto, rispondendo alla domanda: "A che cosa serve?". "Ti piacciono i miei nuovi occhiali da sole?" "Mia sorella ha comprato delle nuove scarpe da ginnastica." "Ci ospiteranno nella sala da pranzo." In questo caso non c'è un verbo ma un nome. "Da" collega l'oggetto alla sua funzione.

Da + infinito (azione da fare). Come "per", possiamo avere "da + infinito" e in questo caso indica un'azione necessaria, possibile o prevista senza specificare chi la farà. Per esempio: "Abbiamo tante cose da fare questa settimana." "Ho un problema settimana da risolvere." "Non ho niente da dire." Quindi in questo caso, come puoi notare, "da" introduce l'azione, non il motivo.

Adesso parliamo di "PER" e "DA" nel tempo, durata. Un altro aspetto fondamentale da conoscere è l'uso di queste due preposizioni quando si parla di tempo. Infatti quando parliamo di tempo, PER e DA non sono intercambiabili, cambiano completamente il punto di vista.

Per + periodo di tempo, durata conclusa o vista come quantità/durata. Usiamo "per" per indicare quanto dura un'azione senza collegarla al presente. Risponde alla domanda: "per quanto tempo?" Ho vissuto in Italia per un anno." "Ho studiato italiano per sei mesi." "Siamo rimasti a casa per tutto il weekend." "Sono stato in vacanza in Italia per due settimane." Quindi ricorda che in questo caso l'azione è vista come un blocco di tempo, può essere conclusa o semplicemente considerata nella sua durata.

Passiamo ora a DA + momento iniziale: azione iniziata nel passato e ancora in corso. Usiamo "da" per indicare da quando un'azione è iniziata e continua nel presente. Risponde alla domanda: "Da quando?" "Vivo in Italia da un anno." "Studio italiano da sei mesi." "Lavoro qui da gennaio." "Sono qui da stamattina". Quindi "da" indica il punto di partenza nel tempo e l'azione non è ancora finita. Confrontiamo quindi direttamente PER e DA. Facciamo ora un confronto pratico su ciò che abbiamo visto oggi. "Ho un regalo per te." Tu sei il destinatario del regalo. "Ho ricevuto un regalo da te." Il regalo proviene da te. Tu sei la fonte. "Parto per Roma." Io sto partendo verso Roma; Roma è la direzione del viaggio. "Vengo da Roma." Roma è il punto di partenza. Nel tempo, invece: "Ho vissuto all'estero per tre anni." Esperienza passata, durata conclusa o vista come tale. "Vivo all'estero da tre anni." Situazione iniziata nel passato e ancora vera ora. Riassumiamo brevemente anche il confronto tra "per" e "da" + infinito. "Per" + infinito: perché lo fai, scopo e intenzione. "Leggo per rilassarmi." "Esco per fare la spesa." Invece "da" + infinito: cosa c'è da fare, azione necessaria, possibile o prevista. "Ho un libro da leggere." "C'è la spesa da fare." Eccoci qua, carissimi, come ho detto e vi ripeto, questo tipo di informazioni e contenuti che troviate su internet o in un libro eccetera, sono da prendere alla leggera, sono da guardare con curiosità verso la lingua, semplicemente per notare delle cose. È normalissimo se non avete capito tutto, anche perché leggendo questo a un italiano, alla maggioranza degli italiani, probabilmente sarebbero confusi pure loro. Quindi non preoccupatevi, assolutamente. Detto ciò, c'è un piccolo quiz per testare in modo divertente e vedere cosa avete appunto capito e sapete usare. Lo trovate in descrizione qui sopra o sotto, in base a dove siete. Fatelo, mi raccomando. Io vi mando un grandissimo abbraccio, vi ringrazio per essere stati qui oggi e noi ci sentiamo presto.