TRASCRIZIONE:
Ciao carissimi e bentornati per un nuovo contenuto in italiano insieme. Nello scorso video abbiamo visto insieme come imparare l'italiano, come fanno i bambini, anche da adulti. Oggi invece vediamo meglio come smettere di tradurre l'italiano nella tua testa. Hai mai avuto la sensazione di capire l'italiano ma solo dopo averlo tradotto nella tua testa? Ascolti una frase, riconosci le parole... Magari capisci anche la struttura, ma dentro la tua testa succede sempre la stessa cosa: prima traduci nella tua lingua, poi capisci il significato e solo dopo riesci a rispondere. Spesso questo processo è lento, faticoso e ti dà la sensazione di essere sempre un passo indietro rispetto alla conversazione. Se ti riconosci in questa situazione, voglio dirti subito una cosa molto importante: non c'è nulla che non va in te, ovvero non è un problema solo tuo. E soprattutto tradurre nella tua testa non significa che il tuo italiano non sia abbastanza buono. Ma prima di capire come smettere di tradurre nella tua testa, analizziamo meglio la situazione.
PERCHÉ TRADUCI? Tradurre nella tua testa è una fase assolutamente normale dell'apprendimento linguistico. Tutti quando imparano una lingua passano da lì. Il problema non è la traduzione in sé, ma il fatto di rimanere bloccati in questa fase, anche dopo anni. Molte persone iniziano a pensare che se continuano a tradurre, allora non sono portate per le lingue, oppure che non raggiungeranno mai un livello davvero alto. In realtà, nella maggior parte dei casi, non si tratta di un limite personale, ma del modo in cui la lingua è stata studiata e interiorizzata fino a quel momento. Il punto centrale è questo: tu non traduci perché non conosci abbastanza parole o non traduci perché non conosci abbastanza grammatica, ma traduci perché stai ancora trattando l'italiano come un codice da decifrare, come qualcosa che va prima analizzato e poi capito. Quando ascolti una frase e la tua attenzione è concentrata sulle singole parole, il cervello fa una cosa naturale: le confronta con la tua lingua madre, ma le lingue spesso non funzionano parola per parola. Funzionano per significato, per intenzione comunicativa, per immagini mentali. Finché resti agganciato alle parole isolate, la traduzione è inevitabile.
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Ma continuando col discorso di oggi, CAPIRE NON È TRADURRE. Capire una lingua, infatti, non significa riconoscere tutte le parole che la compongono. Significa afferrare il messaggio complessivo che l'altra persona ti vuole comunicare. Io posso dire una frase di 10 parole, ma il significato di quella frase non è la somma delle 10 parole prese singolarmente, ma è l'insieme, è il senso globale. Quando traduci parola per parola, perdi proprio questo insieme, e per questo ti senti stanco, lento e confuso. Invece, quando inizi ad con l'obiettivo di capire che cosa mi sta dicendo questa persona, qualcosa cambia profondamente nel tuo modo di vivere la lingua. E a un certo punto del percorso di apprendimento succede qualcosa di molto importante: non pensi più alla lingua come una serie di regole da applicare correttamente, ma inizi a usarla come uno strumento per esprimere idee, opinioni e sfumature di significato. A un livello più avanzato non ti chiedi continuamente quale tempo verbale usare o quale struttura grammaticale sia corretta, ma ti concentri su ciò che vuoi dire e su come dirlo nel modo più preciso possibile. Ed è proprio in questo passaggio che la traduzione inizia a perdere importanza fino a diventare poi inutile. Studiare la grammatica, così come apprendere il nuovo vocabolario, è importantissimo, ma se grammatica e lessico rimangono scollegati dalla comunicazione reale e dall'ascolto di lingua vera, il risultato è che la lingua rimane solo teorica e quindi resteresti bloccato nella traduzione mentale. È importante, quindi, interiorizzare la lingua. Imparare una lingua è molto simile all'imparare a guidare. All'inizio pensi a ogni singolo movimento, la frizione, il cambio, i pedali. Poi, a un certo punto, guidi senza pensarci, non perché sei diventato perfetto, ma perché il tuo corpo ha interiorizzato il movimento. Con l'italiano succede la stessa cosa. All'inizio traduci tutto, impari i vocaboli, poi inizi a capire senza tradurre e un giorno ti sorprendi a parlare italiano in modo spontaneo, senza più passare dalla tua lingua madre. Questo passaggio non avviene all'improvviso, ma è il risultato di un processo.
Quindi COSA FARE CONCRETAMENTE? Se vuoi iniziare davvero a smettere di tradurre nella tua testa, la prima cosa da fare è cambiare obiettivo. Non chiederti più quante parole hai capito, ma chiediti che cosa hai capito, qual è il messaggio generale, qual è l'idea principale che questa persona sta cercando di comunicare. Quando ascolti l'italiano, scegli i contenuti che capisce abbastanza bene, anche se non perfettamente. Non serve capire tutto, anzi, capire tutto ti riporta automaticamente nella traduzione meccanica. Lascia che alcune parole restino sfocate, indistinte. Il cervello è perfettamente in grado di ricostruire il significato se glielo permetti. Un altro passaggio fondamentale è smettere di interromperti. Non fermarti ogni volta che incontri una parola che non conosci. Vai avanti e resta nel flusso del discorso. La lingua, ricordati, non è una lista di parole da controllare. È un'esperienza da vivere e soprattutto, esprimiti, anche se ti sembra di non avere le parole giuste, anche se fai errori, anche se ti senti imperfetto. La fluidità non nasce dalla perfezione, nasce dall'uso continuo e consapevole e con passione della lingua. Più usi l'italiano per dire qualcosa che per te ha senso, meno sentirai il bisogno di tradurre. Insomma, smettere di tradurre non è un trucco né una tecnica veloce. È una trasformazione profonda nel tuo rapporto con la lingua. È il momento in cui l'italiano, smette di essere una materia di studio e diventa qualcosa di vivo dentro di te. È il momento in cui inizi a capire, reagire e pensare direttamente in italiano senza passare dalla tua lingua madre. Ed è proprio da lì che nasce la vera libertà linguistica, perché quando smetti di tradurre, non stai solo migliorando il tuo italiano, stai cercando uno spazio dentro di te in cui puoi esprimerti con più naturalezza, sicurezza e autenticità. Se senti che questo è il passo che vuoi fare e se senti che è arrivato il momento di costruire un rapporto più naturale, più profondo e più stabile con l'italiano, allora ricordati che manca ancora pochissimo alla chiusura di Italiano Per La Vita, la nostra piattaforma che, come ti ho detto, è stata creata per chi come te, ama l'italiano, ama l'Italia e ama imparare cose nuove. Al suo interno l'italiano non si studia, ma si vive. Troverai, infatti, attività per il tuo parlato, troverai vocaboli nuovi, conversazioni reali, video con la nonna, ricette italiane, piccoli documentari sull'Italia, scoprirai le regioni e le città italiane, le espressioni tipiche e molto altro. Ma soprattutto troverai una comunità, persone da tutto il mondo, un percorso fatto di unione, condivisione e affetto, dove potrai anche partecipare a lezioni di gruppo con insegnanti madrelingua. Noi ti aspettiamo a braccia aperte in questo spazio dedicato all'italia e l'italiano, dedicato a te, e ti ringrazio per essere stato qui con me oggi. Trovi tutte le informazioni qui sopra o qui sotto, in base a dove sei. Un abbraccione e a presto!