Buongiorno carissimi. Allora, come sempre, io son qui che mi sto facendo una bella pasta aglio, olio, peperoncino, con un po' di prezzemolo e tanto amore... E chi viene a chiedermi un po' di cibo? Lei... È sempre lei, ragazzi. Lei è sempre lei, è sempre lei. È sempre lei che vuole un po' di cibo. Niente. Allora io direi che le darò un po di cibo, visto che se lo merita, dopo un lungo pisolino che ha fatto, eh? Ok? Va bene, signora Bettina, saluta! Saluta prima dell'argomento di oggi! Niente, come sempre, fa quello, fa quello che vuole, come è giusto che sia, come è giusto che sia. Ciao Bettina, buon pomeriggio! Ecco, questo non so se l'avete visto, ragazzi, perché non ha fatto rumore, ma questo è un tipico ruttino pre-pasto di Bettina.
Immagina di camminare in un vicolo medievale, il sole sta tramontando, l'aria profuma di pane fresco appena sfornato e di sugo al pomodoro che borbotta da una finestra aperta. Non c'è traffico e non c'è il rumore dei trolley sul ciottolato. Ci sei solo tu, un anziano signore seduto su una sedia e la sensazione di aver scoperto un segreto custodito dal tempo. Purtroppo, quando la maggior parte delle persone pianifica un viaggio in Italia, finisce sempre negli stessi posti: Roma, Firenze, Venezia, che ovviamente sono posti incredibili, meravigliosi da vedere almeno una volta nella vita. Ma c'è un piccolo grande problema: sta diventando sempre più una specie di parco giochi per turisti. È un'Italia da cartolina, ma spesso sta perdendo quel pezzo della sua anima che la rendeva unica. La vera Italia, quella dove la vita scorre ancora con il ritmo di una volta, dove le ricette si tramandano a voce e dove il tempo sembra essersi fermato agli anni 60. Quell'Italia si nasconde in molti borghi italiani. L'Italia, infatti, ha migliaia di piccoli villaggi medievali ed è per questo che oggi ho deciso di portarti un contenuto diverso. Ho deciso di svelarti i due borghi, assolutamente straordinari, che sono praticamente invisibili sulle guide turistiche internazionali, ma che sono amatissimi, amatissimi alla follia da noi italiani e da quei pochi turisti che li hanno scoperti. Preparati perché oggi facciamo un viaggio nell'Italia più autentica e segreta. E ti garantisco che l'ultimo borgo di cui ti parlerò, cambierà completamente la tua idea di cosa sia un viaggio nel nostro Paese.
1) Ma iniziamo dal primo borgo che è Civita di Bagnoregio, la città che muore, e il più famoso tra i due borghi che vediamo oggi. Iniziamo il nostro viaggio nel centro Italia, precisamente nella regione Lazio, ma lontani anni luce dal caos del Colosseo e di Piazza di Spagna. Immagina una collina di tufo che emerge da una vallata gigantesca che sembra un paesaggio lunare e sopra questa collina, arroccato come se fosse sospeso nel cielo, c'è un borgo medievale unito al resto del mondo solo da un unico, lunghissimo e stretto ponte pedonale sospeso nel vuoto. Questo posto si chiama Civita di Bagnoregio, ma in Italia tutti lo conoscono con un nome molto più poetico, romantico e allo stesso tempo drammatico: la città che muore. Perché questo nome così forte? Perché la collina di tufo e argilla su cui il borgo è costruito si sta lentamente e inesorabilmente, ovvero senza sosta, sgretolando, sgretolando, quindi facendosi a pezzi, a causa dell'erosione dei venti e delle piogge. Ogni anno piccoli pezzi di roccia cadono nella valle e gli abitanti storici rimasti a vivere lì si contano ormai sulle dita di una mano. Quando cammini su quel ponte sospeso in salita, hai letteralmente la sensazione di lasciare il mondo moderno alle tue spalle ed entrare in una dimensione parallela. Se ci vai al mattino presto con la nebbia che copre la valle, Civita sembra fluttuare nel cielo come un'isola di pietra sopra le nuvole. È uno spettacolo che ti toglie il fiato. L'effetto è incredibile. Non ci sono auto perché non possono fisicamente arrivarci, e questo cambia completamente la percezione dello spazio. Ci sono solo case in pietra, finestre piene di fiori curati con amore e vicoli strettissimi che, all'improvviso, si aprono su strapiombi mozzafiato, ovvero che ti tolgono il fiato, sulla vallata sottostante. Ma la vera magia non è solo visiva, è anche psicologica. Infatti, per noi italiani e per molti turisti che scoprono questi borghi, la cosa magica è che quando tu entri in un borgo è quasi un modo mentale di rilassarti, di andare in un altro tempo, di vivere un altro momento storico, di staccarti un po' dalla vita di tutti i giorni, frenetica e caotica e movimentata. Persone che abitano in città come Milano o nel mio caso, ora che abito in Brasile, a San Paolo, che è la più grande città dell'America Latina, andare in un borgo per me è un modo di dire: "Ah, andiamo con calma, relax, silenzio." E ovviamente, è sempre più difficile trovare borghi che ti permettono di avere tranquillità e silenzio. Dipende molto dai momenti dell'anno in cui li visiti. Ma un borgo di questo tipo ha proprio l'obiettivo di dire: "Ah, camminiamo, esploriamo, perdiamoci nelle stradine piccoline!" Magari scopri una panetteria, una gelateria storica, un bar storico per berti un caffè, rilassato, un cappuccino, leccarti un bel gelato con calma. Cioè questa, secondo me, la vera anima italiana che io amo. Poi ovviamente apprezzo anche le grandi città, ma il piccolo borgo, e ce ne sono tantissimi in Italia, sono veramente tantissimi e ne troverete sempre qualcuno che la maggior parte dei turisti non visita per vari motivi. A volte anche perché non è comodissimo arrivarci in treno, eccetera. Quindi se vi prendete una macchina, eccetera, e volete esplorare i borghi meno conosciuti, secondo me, è un'esperienza unica e speciale. Quindi il consiglio è veramente di visitarli con l'obiettivo di scoprire quei ristoranti sconosciuti ma magari buonissimi, mangiare quel cibo tipico che magari fanno lì da centinaia di anni e lo fanno in modo autentico, buono e genuino. Questa è la bellezza veramente regionale e dei borghi, eccetera, eccetera. Ok? Quindi proprio dell'Italia autentica.
2) Ma passiamo al secondo borgo. Il secondo borgo è Locorotondo, la fiaba bianca della Puglia. Lasciamo il centro Italia e scendiamo dritti verso il tacco dello stivale, nel cuore della Puglia. Se parli con un turista straniero che sta pianificando un viaggio in Puglia, noterai che hanno tutti una grande ossessione: Alberobello e i suoi famosi trulli, le case con il tetto a cono. Qual è il risultato? Il risultato è che Alberobello è meravigliosa ma è letteralmente stracolma, ovvero pienissima, di turisti e di persone da tutto il mondo quasi tutto l'anno. I trulli sono diventati quasi tutti negozi di souvenir commerciali, e camminare in estate può essere un'esperienza molto faticosa e poco autentica. Ma a pochissimi chilometri di distanza, sopra una collina che domina l'intera Valle d'Itria, sorge un borgo circolare che sembra essere uscito direttamente da un libro di fiabe. Ebbene sì, si chiama Locorotondo. Il nome significa letteralmente "luogo rotondo", proprio per la sua pianta urbana perfettamente circolare, che segue le curve della collina. Se Alberobello, a volte, può sembrare un po' cupa per via della pietra grigia dei trulli, Locorotondo è un'esplosione di bianco accecante, di luce e di un'eleganza silenziosa che ti stupisce. Le case qui non sono trulli, si chiamano "cummerse". Sono abitazioni geometriche strette e sviluppate in altezza, con tetti aguzzi fatti di pietre piatte, interamente tinteggiate a calce bianca, secondo una tradizione millenaria, che serviva a tenere le case fresche durante l'estate torrida del Sud. Camminare in questo borgo è un'esperienza quasi ipnotica. Il pavimento dei vicoli è fatto di chianche, pietre chiare, levigate dal tempo, che riflettono la luce del sole in modo spettacolare. Ma la cosa che ti lascerà senza parole è la cura dei dettagli. Ogni singolo abitante del borgo sembra fare a gara con i vicini per chi ha il balcone o l'ingresso più bello. Qui incontri la vera autentica vita del sud Italia. Sentirai il profumo del caffè che esce dalle finestre la mattina, il rumore delle stoviglie che si preparano per il pranzo e l'odore inconfondibile delle orecchiette con le cime di rapa. Il grande segreto di questo borgo è che non c'è un monumento specifico, un museo o una cattedrale famosa da visitare per forza con la mappa in mano. Il monumento è il borgo stesso. Devi fare un favore a te stesso: spegni il GPS del telefono e perditi nel suo labirinto rotondo, segui l'istinto, gira a destra, poi a sinistra, guarda all'insù per ammirare i dettagli dei tetti, e quando finalmente arrivi sul lungomare che i locali chiamano così, anche se il mare non c'è, perché ha una terrazza panoramica pazzesca, fermati. Guarda la campagna pugliese con il suo tappeto infinito di ulivi millenari, ed è in quel preciso momento, che capisci la differenza profonda tra fare semplicemente il turista, che è bello e non c'è nulla di male, ma la differenza tra fare il turista e lo scoprire veramente, profondamente l'Italia.
E carissimi, io vi ricordo anche che potete scaricare qui sotto il regalo: la Grammatica Dinamica 1, presa direttamente da Italiano Per La Vita con argomento connesso proprio un borgo. Quindi vedrete Pienza, la città ideale, con audio e testo. Quindi scoprirete un borgo mentre migliorerete anche il vostro italiano. Ok? Questo diciamo è il modo di fare qua in Italiano Automatico, ok? Quindi sempre mentre impari cose nuove, migliori il tuo italiano. È una combinazione, secondo me, fantastica, quindi scarica il regalo gratuito, qui sopra o sotto in base a dove sei. Io ti ringrazio per essere stato qui con me oggi e spero di averti aiutato a scoprire due borghi fantastici. Fammi sapere se ci sono altri borghi italiani che ami e che hai scoperto, che vuoi condividere con gli altri tuoi compagni di viaggio qua nei commenti. Magari non li conosco anch'io e li posso salvare anch'io, quindi ti ringrazierei. E ti mando un grande abbraccio e ci vediamo presto per un altro contenuto in italiano da scoprire insieme.